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I GANDOLFI, UNA TRADIZIONE ENOLOGICA

La storia dei Gandolfi risale al 1100 circa, quando sulle colline di Oliveto vicino a Monteveglio (BO) la famiglia risulta proprietaria di vigneti. Nel 1927 il nonno Delio Gandolfi decise di lasciare i vigneti per trasferirsi in città e gestire una delle più antiche osterie di Bologna: l’Osteria Gandolfi tuttora attiva a Porta S. Mamolo. Nel corso degli anni 50, il figlio Pier Luigi allargò l’attività di imbottigliamento e vendita vini, ma il richiamo della viticoltura e il desiderio di produrlo direttamente era troppo forte così, nel 1972, il lavoro in campagna riprende a Spazzate Sassatelli nel podere S. Paolo e si estende nel 1990 con l’acquisto del podere Loreta a Dozza Imolese. La superficie dei vigneti di proprietà oggi supera così i trenta ettari e fra meno di un secolo i Gandolfi potranno vantare una tradizione millenaria. Evidentemente nelle vene dei Gandolfi scorre la linfa della vite!

Oggi la cantina Gandolfi vinifica interamente la propria produzione, mantenendo salda l’esperienza di tante generazioni precedenti ma utilizzando al meglio anche le nuove tecnologie come la pressatura soffice delle uve e il controllo della temperature nelle fermentazioni, procedure naturali indispensabili per esaltare i profumi e salvaguardare la salubrità e freschezza dei vini.

In Campagna poi da anni viene praticata la lotta integrata con l’uso di presidi non nocivi, concimazioni organiche e prato stabile. Pratiche agronomiche che fanno di questo podere un giardino di campagna nel quale si svolge anche un percorso naturalistico tra le vigne, l’orto di erbe officinali, i boschi di querce, il lago di acqua sorgiva e le piante dei frutti dimenticati, respirando i profumi e vivendo questo territorio offerto a visitatori e clienti che insieme alla degustazione in cantina vogliono osservare dal vivo l’intero ciclo dell’uva e del vino.